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Torciglione Fernando

28 marzo 2010 da sisco

cucinio: rumore metallico di frullino elettrico, si sbattono gli albumi. Il rumore prima è metallico poi man mano che gli albumi si montano, diventa più grave, ovattato e… ecco le chiare sono pronte. Prova forchetta: sì rimane in piedi! Poi zic zic rumore di grattugia: serve parecchia buccia di limone grattugiata e fa un buon profumo.

Che piacere quando papà qualche anno fa ha iniziato a fare i torciglioni per Natale: è il suo regalo di Natale per le persone care. Regalo con le migliori qualità: è fatto a mano con amore, lo facciamo spesso in compagnia e ci si diverte, a volte si cuoce troppo, non si può regalare e dobbiamo mangiarlo noi…terribile! E’ un regalo che si assapora lentamente, si gusta, dà energia, poi finisce e ci lascia in attesa del prossimo Natale per averne un altro. 

Questo dolce tipico dell’Umbria è spesso a forma di serpente, ho trovato varie spiegazioni su questa forma. Nei paesi che sono vicini al lago Trasimeno, è simbolo di buon augurio: che si peschino molte anguille! oppure ricorda la tradizione dell’anguilla che si mangia a Natale. La spiegazione che mi piace di più è che il serpente, adorato anticamente come divinità, sia simbolo di vita e vigore: cambiando la pelle riacquista l’aspetto e la forza della giovinezza. (medioevoinumbria.it)
Quale augurio migliore per Natale di affrontare la vita riacquistando l’entusiasmo della giovinezza: quello stesso entusiasmo che vedo in papà quando inizia a preparare i suoi torciglioni.

Tempo: molto diciamo 4 ore
Difficoltà: media
Occasione: festivo
Persone: 10
Stagione: invernale


Ingredienti
500 g mandorle spellate
400-500 g zucchero
2 limoni (buccia limone grattugiata)
sale un pizzico
2 albumi d’uovo (potrebbero diventare 3-4 dipende da quanto assorbono le mandorle)

Preparazione
Tritare le mandorle. Se si usa un frullatore, è meglio tritare le mandorle con qualche cucchiaio di zucchero per evitare che la farina di mandorle si addensi e formi dei grumi. Versare le mandorle tritate e lo zucchero sulla tavola di legno, mescolarle bene e creare una “fontana”. Montare a neve ferma gli albumi e lentamente versarli al centro della fontana. Cominciare ad impastare con una forchetta facendo intridere la farina di mandorle con le chiare, poi passare ad impastare con le mani. Si possono aggiungere altre chiare, è consigliabile una alla volta, se non si riesce ad impastare tutta la farina. La fase di impasto è importante: in un buon impasto lo zucchero deve ammorbidirsi con il movimento e con il calore delle mani. Si impasta per una decina di minuti, poi si dà all’impasto la forma voluta. La forma tipica che danno in Umbria è quella del serpente. Si crea un cilindro di pasta che si attorciglia a spirale. Quindi si assottiglia la parte della coda, si appiattisce la parte della testa e si decora con 2 chicchi di caffè per gli occhi, mezza mandorla per la lingua, con i pinoli si simulano le squame.  Altrimenti si può semplicemente dare all’impasto la forma di uno sfilatino, decorarlo con pinoli che si infilano nell’impasto. Si mettono gli sfilatini nel forno a 150° (forno elettrico ventilato) e si fanno cuocere per 20 minuti. Non si può dare un tempo preciso di cottura che dipende dal forno e dalla grandezza degli sfilatini. Un consiglio è quello di controllare spesso la cottura: quando assumono un leggero colore dorato sono cotti. L’impasto anche dopo cotto deve risultare morbido all’interno.

Presentazione
Questo dolce va consumato nel giro di 2-3 giorni altrimenti tende a seccarsi all’interno e perde una parte del suo gusto caratteristico: la morbidezza dell’impasto in un guscio croccante. Consiglio: si può tagliare in pezzi e congelare. All’occorrenza si può scongelare a temperatura ambiente o nel microonde.

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