Brioches Dolci

cucinio: Il limone scivola sulla piccola grattugia di metallo e ricorda un ritmo latino (merengue?), crac del guscio d’uovo, il suono del rum versato nel bicchiere. Come sottofondo costante il rumore dell’impastatore che è quasi piacevole e aiuta a concentrarsi sulla preparazione della brioche.

Pantelleria con cari amici sul molo del porto con brioches e gelato in mano, o Ustica al bar della piazzetta con brioches e granita, o ancora Salerno colazione in una stradina deliziosa. Insomma brioches = mare sole relax
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Torta allo yogurt (Grazia)

cucinio: sonata a due movimenti vivacissimo e andante moderato. Nel primo domina il rumore delle fruste che montano chiare e tuorli, suoni acuti con ciotola di vetro, suoni gravi e ovattati con ciotola di plastica. Segue il silenzio dell’impasto rotto soltanto da qualche tocco del cucchiaio di legno sulla ciotola.

Ho fatto parecchie varianti di questa ciambella, anche Grazia che me l’ha regalata la usava per molte varianti fantasiose. La ricetta base prevede la farina di mandorle ma per realizzare le varianti con frutta o cioccolata si sostituisce la farina di mandorle con farina normale. Continue reading →

Biscotti ai Fichi

cucinio: “frshhh” rumore della mano che stende la farina sulla spianatoia, si stende la pasta,  si tagliano i biscotti,  si recupera la pasta avanzata e di nuovo “frshhh frshhh”, ancora farina per stendere di nuovo la pasta….

Cena di compleanno, che dolce facciamo? …Non la torta, qualcosa con la farina di grano saraceno, un dolce con ripieno a sorpresa, non troppo pesante, un po’ croccante …  eccole le cupolette a base di pasta frolla ripiene di fichi: un dolce pensiero.biscotti ai fichi
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Pizza di Pasqua tipo Civitavecchia

cucinio: Pochi suoni, il frullatore fastidioso ma dura poco e il suono più piacevole della pasta lievita mentre la impasto con le mani, un ciac ciac che mi ricorda il mare calmo quando si appoggia sulla riva… torna via e scciiiaacqua.

Ricordi frammentari come un album di foto: la casa dei nonni, Pasqua e la visita dei parenti di Civitavecchia: nonno Rinaldo alla finestra, qualcuno gli si avvicina e sbircia in strada e …”eccoli, sono arrivati! Ma sono tutti, chi c’è?” arrivo saluti tanta gente, chiacchiericcio di fondo, e Pizze di Civitavecchia tradizione pasquale. Quella Pizza non mi piaceva: il profumo dell’anice mi dava fastidio, quel colore marroncino della pasta non mi invogliava a mangiarla. Però tutti apprezzavano e assaggiavano cercando di giudicare se era meglio dell’anno precedente, se era ben cotta, ben lievita, più buona col salame o da sola?

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Crostata ai Fichi

cucinio: piccoli colpi sul legno esterno del setaccio: un suono secco che ricorda il tamburello, poi un leggero fruscio, mentre la farina si sposta e cade. Ritmo di taranta!

Forse ce l’ho fatta! Ho trovato le dosi per la torta di fichi che abbiamo assaggiato a Ischia. Cena di inizio estate alla Sirena del Mare, spiaggia di Citara. C’è tutto: il mare, il primo caldo estivo, paccheri e carezze, i moscardini, la simpatia dei proprietari e alla fine la crostata di fichi che arriva calda calda per una fantastica conclusione dolce. La ricetta, ovviamente è segreta!!
Ho provato ad imitarla varie volte e stavolta mi sembra somigliare assai.
Ai fortunati che conoscono l’originale: fatemi sapere!
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Torta Mimosa

cucinio: molto rumore di frullino, tuorli, albumi, panna…va tutto montato per questa torta!
e poi suono di pioggia? No più allegro, suono di “maracas” sudamericane: si baila!! È il suono delle gocce di cioccolato che si muovono nella scatola, poi si tuffano nella crema e… silenzio!

Un dolce tradizionale sempre molto gradito. Come base preferisco utilizzare una torta simile alla torta margherita, aggiungendo anche poco lievito, la trovo più soffice del pan di spagna che solitamente si utilizza per la mimosa. La preparazione è lunga e richiede pazienza, ma quando poi si arriva a montare la torta la soddisfazione è assicurata. Continue reading →

Torta di mele

cucinio: rumore che si sente mentre si sbuccia la mela, è difficile descriverlo: somiglia al rumore di passi nella neve.  

 Un dolce poco dolce ma gustoso. Pochi grassi: solo olio, niente burro e niente latte.

  • Tempo: 2 ore e 30 minuti
  • Difficoltà: semplice
  • Occasione: tutte
  • Persone: circa 20
  • Stagione: tutte

 

Ingredienti:
350 g farina tipo ‘00’
50 g crusca in scaglie
100 g farina di segale
15 g lievito (dose per 500 g farina)
250 g zucchero bianco
100 g zucchero di canna
2 uova
100 ml olio
250 ml(circa) acqua
6 mele
1 limone

Preparazione:
Riscaldare il forno (elettrico ventilato) a 200°C. Preparare una teglia da 30×40 cm: passare i bordi con il burro e infarinare e mettere sul fondo un foglio di carta da forno.
Sbucciare le mele, tagliarle a dadi (circa 3 cm lato) e metterle in un piatto con il succo di 1/2 limone per non farle scurire. Mettere in una ciotola le farine, la crusca e il lievito e mescolare con una forchetta per evitare grumi. Si può utilizzare, in alternativa alla dose di lievito, 8g di cremor tartaro e 4g (un cucchiaino da tè) di bicarbonato.
Mescolare con il frullino le uova e lo zucchero, aggiungere l’olio e poco a poco le farine. Quando la pasta si indurisce troppo si aggiunge acqua per ammorbidire: io utilizzo circa 250 ml. L’impasto deve risultare molto morbido.
Distribuire le mele nella teglia e versare l’impasto sopra le mele, distribuendolo bene in modo che le mele siano coperte. Infornare e cuocere per circa 45-50 minuti.

Presentazione
Si può tagliare a quadrotti e cospargere di zucchero a velo. E’ buona  accompagnata da una crema calda allo zabaione.
Si può congelare, senza lo zucchero a velo di guarnizione: si fa scongelare a temperatura ambiente, non perde il gusto né la consistenza. Io la congelo a porzioni, la scongelo nel microonde e la servo calda.

Ravioli rossi dolci al profumo di cannella

cucinio: Il clank metallico della macchinetta della pasta, ricorda il rumore della catena della bicicletta. Zucchero a velo nel colino del tè, cucchiaino che gira nel colino: il rumore è quello della “spazzola jazz” sui piatti della batteria.

Festa di paese: la processione, la banda, la riffa, la tombola e i rossi ravioli dolci al profumo di cannella.

  • Tempo: 2 ore e 30 minuti
  • Difficoltà: media
  • Occasione: tutte
  • Persone: circa 60 ravioli
  • Stagione: tutte

Ingredienti
pasta:
350 g farina “00” per pasta all’uovo
50 g farina di grano saraceno (se piace, altrimenti si sostituisce con farina 00)
sale (un pizzico)
2-3 uova (dipende dalla grandezza)

ripieno:
400 g ricotta di pecora
200 g zucchero
1 tuorlo d’uovo
cannella in polvere
zucchero a velo vanigliato
alchermes

Preparazione
pasta:
Ho aggiunto alla ricetta classica la farina di grano saraceno, perché mi piace l’aroma e rende più rustico l’aspetto della pasta. Si può comunque sostituire con farina “00”. Mescolare in una ciotola le farine e il sale, se ci sono grumi passare le farine al setaccio o schiacciare bene i grumi con una forchetta. Disporre la farina a fontana sulla spianatoia e rompere le uova nel centro, sbattere le uova con una forchetta e man mano trascinare la farina verso il centro e amalgamarla alle uova. Se occorre altro liquido, aggiungere acqua, poca per volta, finché la farina è ben intrisa. A questo punto cominciare ad impastare con le mani lavorando bene l’impasto. Quando inizia a formarsi qualche bollicina sulla superficie e l’impasto appare liscio, smettere di impastare. Formare una palla con la pasta e metterla a riposare avvolta nella pellicola di plastica per circa mezzora. Il tempo di riposo è molto importante per l’elasticità della pasta. Nel frattempo si può preparare il ripieno come descritto sotto.

ripieno:
Frullare lo zucchero finché diventa a velo. Scolare bene la ricotta dal suo siero e se necessario strizzarla con le mani. Mettere la ricotta in una ciotola e schiacciarla con una forchetta, aggiungere lo zucchero e il tuorlo d’uovo e mescolare. Quando l’impasto raggiunge una consistenza cremosa profumarlo con due o più cucchiaini di cannella in polvere e continuare a mescolare. La quantità di cannella va regolata secondo il gusto.

Il trucco per la buona riuscita dei ravioli è stendere la pasta il più sottile possibile, quindi si può utilizzare il metodo che si preferisce: mattarello o macchinetta,  l’importante è che la pasta risulti molto sottile. Mettere le strisce di pasta sulla spianatoia, e procedere alla confezione dei ravioli. Ci sono varie tecniche per farli, io ne confeziono uno alla volta: taglio delle strisce di pasta di circa 10X5 cm, metto un cucchiaio di ripieno su una metà della striscia, poi ripiego la parte libera della sfoglia su quella con il ripieno e spingo con le dita lungo i tre lati del quadrato per sigillare il raviolo.
Appoggiare i ravioli su una teglia, mettendo sul fondo un foglio di carta da forno, e cuocerli in forno (180° elettrico ventilato) per pochi minuti (non più di 5). Il tempo di cottura dipende dal forno e dalla grandezza dei ravioli, consiglio di fare delle prove: la pasta esterna deve acquistare consistenza ma non indurire.

Presentazione
Versare in una scodella l’alchermes e in un’altra scodella mescolare zucchero a velo vanigliato e cannella. Anche qui la quantità di cannella va regolata secondo il gusto. Passare i ravioli uno per uno nell’alchermes bagnandoli bene da tutte le parti e metterli in un piatto da portata. Spolverizzarli con lo zucchero e cannella. Io utilizzo un colino da tè per distribuire lo zucchero a velo in modo uniforme. Lasciare riposare i ravioli per qualche ora prima di servirli in modo che si bagnino bene.

Con questa ricetta partecipo al contest di Cucina di Barbara:

 

Torta ricotta e marmellata (Franca)

cucinio:  il rumore del cucchiaio sui biscotti tritati ricorda il rumore del caleidoscopio. Poi rumore di forchetta che monta le chiare. Il bip bip del timer del forno: ritmato a volte fastidioso!

Bolsena. Spedizione allegra e golosa sul lungolago: tutti in fila ognuno con una teglia, arriviamo a casa con la cena preparata con cura da Franca e Giovanni. Serata calda. Si cena all’aperto con crostini di fegato, fagianella e arista e la buonissima torta finale: un “cheese cake” fresco e particolare da inserire senz’altro nella collezione di ricette.

  • Tempo: 1ora (più qualche ora in frigo)
  • Difficoltà: semplice
  • Occasione: tutte
  • Persone: 10
  • Stagione: estate (perché è fresco, ma direi che è buono sempre)

torta ricotta e marmellataIngredienti
300-350 g biscotti secchi ai cereali
400 g ricotta
80 g zucchero bianco (100 zucchero di canna)
2 uova
80 g burro
marmellata
buccia di limone grattugiata

 

Preparazione
Preparare una teglia tonda di 20 cm di diametro rivestendo il fondo e i bordi con carta da forno. Tritare i biscotti: nel frullatore si ottiene una grana fina, nel pestello più grossolana la scelta dipende dal gusto personale. Far fondere il burro e unirlo ai biscotti. Quando burro e biscotti sono ben amalgamati si versano nella teglia e con un cucchiaio si stendono sul fondo e si fanno risalire anche sul bordo per circa 2 cm creando un contenitore per la crema. Si spingono bene con un cucchiaio per farli compattare e si mette la teglia in frigo per qualche ora.
Accendere il forno a 170°-180° (elettrico, ventilato).
Separare tuorli e chiare e montare le chiare a neve ben ferma.
Frullare prima lo zucchero per due minuti finché diventa “a velo”, poi aggiungere la ricotta, i tuorli e la buccia di limone e frullare ancora. Versare la crema così ottenuta in una ciotola e unire le chiare montate mescolando dall’alto in basso per non smontarle. Quando il composto è ben amalgamato si prende la teglia dal frigo e si versa la crema nella base di biscotti. Infornare per circa 20-25 minuti.
Estrarre la teglia dal forno e spandere sulla superficie della torta 3-4-cucchiai di marmellata di frutta a piacere, ho usato marmellata di prugne.
Mettere di nuovo in frigo per qualche ora

Presentazione
Ottima sia a fine pasto che nel pomeriggio.
Consiglio di prepararla il giorno prima, qualche ora di più in frigo migliora la base che si indurisce al punto giusto e anche il gusto della crema.
Ho provato la variante con zucchero di canna: buona se piace l’aroma dello zucchero nero.

Tortine aroma di bosco

cucinio: poco rumore, solo il frullino per montare le uova. E nel silenzio si dà il via alla fantasia magari per inventare delle varianti…fatemi sapere le vostre.

  • Tempo: 45 minuti
  • Difficoltà: facile
  • Occasione: festiva e familiare
  • Persone: dose per circa 16 tortine
  • Stagione: tutte

Ingredienti:
300 g farina
150 g zucchero
1/2 bustina lievito in polvere
1/2 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di cannella
250 cl yogurt ai frutti di bosco
60 g burro
2 uova

Preparazione:
Riscaldare il forno (elettrico ventilato) a 200°C. Preparare circa 20 pirottini per muffin medi. Io inserisco i pirottini nella teglia da muffin.
Mettere in una ciotola la farina, lo zucchero, il lievito (passandolo con un colino da tè per evitare grumi), il sale e la cannella. Mescolare le polveri con una forchetta. Fondere il burro nel microonde o sul fornello. Mettere in un’altra ciotola le uova e montarle con il frullino, aggiungere il burro e lo yogurt e continuare a mescolare. Aggiungere poco a poco anche gli ingredienti in polvere e mescolare finché il tutto non è ben amalgamato. L’impasto risulta abbastanza morbido. Riempire i pirottini fino a 3/4 di altezza e infornare. Cuocere per 15-20 minuti, comunque è meglio verificare sempre la cottura: forare una tortina con uno spiedino metallico se questo fuoriesce bagnato, la cottura deve continuare. Quando la cottura è terminata far freddare le tortine nella teglia.

Presentazione:
Sono perfette con il tè, ma anche come spuntino di metà mattina. Alcune varianti le ho fatte cambiando l’aroma dello yogurt (alla fragola, alla banana) ma preferisco quelle ai frutti di bosco. Sono buone anche con  pezzi di frutta secca: nocciole e mandorle sminuzzate grossolanamente, meglio se tostate un po’ in forno prima di aggiungerle all’impasto.