Frittelle 4G

cucinio: crepitio di frittura e zac zac rumore di forbici che tagliano i fiori.

Frittelle 4G perché in famiglia siamo arrivati alla quarta generazione che frigge frittelle con questa ricetta. Il ricordo va a mia nonna Felice, tutti le dicevano ”ma forse ti chiami Felicetta, Felice è un nome da uomo…” ma lei si chiamava proprio Felice: un bel nome! Ed era felice quando mangiavamo le sue frittelle.

 


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Pane di Segale

cucinio: Il rumore dell’impastatore. Un suono ovattato iniziale quando il gancio trova la farina, poi improvvisamente un suono diverso che ricorda uno sciabordio, quando trova l’acqua ed inizia ad intridere; poi continua come piccoli schiaffi, sempre uguale, monotono. E’ un suono a cui ci si abitua, come ai suoni che fanno parte della vita, del quotidiano come il pane! E poi…silenzio: il lievito lavora, il pane cresce!

Per la buona riuscita del pane è molto importante la scelta della farina. Ho imparato progressivamente a scegliere le farine che mi piacciono di più sia come gusto che come riuscita del pane. In generale preferisco farine macinate a pietra che hanno un gusto più rustico, si ottiene un pane più “pastoso”; anche farine integrali che danno un risultato migliore nella lievitazione e hanno un loro particolare sapore.

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Brioches Dolci

cucinio: Il limone scivola sulla piccola grattugia di metallo e ricorda un ritmo latino (merengue?), crac del guscio d’uovo, il suono del rum versato nel bicchiere. Come sottofondo costante il rumore dell’impastatore che è quasi piacevole e aiuta a concentrarsi sulla preparazione della brioche.

Pantelleria con cari amici sul molo del porto con brioches e gelato in mano, o Ustica al bar della piazzetta con brioches e granita, o ancora Salerno colazione in una stradina deliziosa. Insomma brioches = mare sole relax
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Pancetta del Poeta (Gabriele)

cucinio: pochi rumori, predomina un plop-plop di bollitura leggera, regolare, continua. Più dei rumori colpisce l’aroma dolce, aromatico molto appetitoso che riempie la casa.

Ecco Gabri con uno spesso pezzo di pancetta, lo taglia in tocchi, caramella, frigge, mette acqua e lascia in cottura a lungo. Io guardo allibita: “No! Non potrò mangiare questo piatto! Troppo grasso, con la cotica”. Poi un aroma invitante comincia a spandersi ovunque: profumo dolce di anice e cannella e spinta dalla gola, assaggio. “Fantastico, superbuono: il grasso si squaglia, la carne è morbidissima e il sapore aromatico leggermente piccante è meglio del profumo”. Ora ne siamo tutti golosi!
Una delle tante leggende su questo piatto dice che fu inventato per caso, come spesso accade, da uno dei più importanti poeti cinesi: Su Dongpo (visse nell’XI secolo sotto la dinastia Song). Continue reading →

Bocconcini di maiale ai mirtilli

cucinio: “toc toc” sul tagliere, sfrigolio di soffritto e il tipico rumore del vino che si scontra con il fondo caldo del tegame ed evapora spandendo aromi.

Cucinare e poi, gustare e assaporare stimola i ricordi, è come guardare una foto: la raccolta dei canneberges (mirtillo rosso americano) ricordo del Quebec. Mentre cucino sento ancora il rumore delle macchine che li raccolgono nei campi allagati dove le bacche galleggiano creando bellissime pozze rossastre. Continue reading →

Biscotti ai Fichi

cucinio: “frshhh” rumore della mano che stende la farina sulla spianatoia, si stende la pasta,  si tagliano i biscotti,  si recupera la pasta avanzata e di nuovo “frshhh frshhh”, ancora farina per stendere di nuovo la pasta….

Cena di compleanno, che dolce facciamo? …Non la torta, qualcosa con la farina di grano saraceno, un dolce con ripieno a sorpresa, non troppo pesante, un po’ croccante …  eccole le cupolette a base di pasta frolla ripiene di fichi: un dolce pensiero.biscotti ai fichi
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Pizza di Pasqua tipo Civitavecchia

cucinio: Pochi suoni, il frullatore fastidioso ma dura poco e il suono più piacevole della pasta lievita mentre la impasto con le mani, un ciac ciac che mi ricorda il mare calmo quando si appoggia sulla riva… torna via e scciiiaacqua.

Ricordi frammentari come un album di foto: la casa dei nonni, Pasqua e la visita dei parenti di Civitavecchia: nonno Rinaldo alla finestra, qualcuno gli si avvicina e sbircia in strada e …”eccoli, sono arrivati! Ma sono tutti, chi c’è?” arrivo saluti tanta gente, chiacchiericcio di fondo, e Pizze di Civitavecchia tradizione pasquale. Quella Pizza non mi piaceva: il profumo dell’anice mi dava fastidio, quel colore marroncino della pasta non mi invogliava a mangiarla. Però tutti apprezzavano e assaggiavano cercando di giudicare se era meglio dell’anno precedente, se era ben cotta, ben lievita, più buona col salame o da sola?

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